Nelle forme di comunicazione multimediali quotidiane destinate all'uomo assistiamo ad una estetica comportamentale che accentua notevolmente gli aspetti urlati del linguaggio, tanto che chi sussurra non riesce ad essere udito.
Si è persa l'abitudine a ricercare le cose, assuefatti come siamo a subirne l'impatto violento, si è perso qualunque tipo di ricerca mentale ed intellettuale in un mondo in cui tutto è pronto, tutto è facile.
La mancanza di stimoli mentali è una delle conseguenze maggiormente negative per la nostra generazione: non si ha più l'abitudine mentale allo sforzo.
Noi proponiamo un oggetto sussurrato, sobrio, essenziale, armonioso, pulito, sicuro, bello e ben suonante nelle forme classiche che sono sempre attuali.
Inoltre i nostri diffusori stimolano un esercizio mentale di scoperta continua delle loro possibilità sonore perché ripropongono i vostri brani preferiti in maniera completa, armoniosa, piacevolissima: ciò permette di ascoltare delle sfumature che con gli altri impianti erano mascherate dalla ridondanza di elementi inutili creati unicamente perché richiesti dal mercato.
Ascoltare con i nostri diffusori rappresenta dunque un momento di distinzione rispetto a tutto ciò che ci viene continuamente proposto e inconsapevolmente imposto.
Perciò sono il frutto di una scelta consapevole e matura, pensata per la propria salute fisica e mentale.
La sorgente di alta quota
Se andiamo in montagna e troviamo una sorgente d'acqua, se la imbottigliamo e la portiamo in città, si può dire, assaggiando quell'acqua, di aver bevuto la stessa acqua della sorgente? Ma certo - direte voi - È la stessa acqua! Anche se magari quella della sorgente era più fresca, più saporita, aveva forse anche il gusto del sole e del verde. (Ma chi la sorseggia con attenzione può ritrovare anche nell'acqua imbottigliata quelle caratteristiche che presso la sorgente erano così evidenti).
Quindi l'acqua, presa direttamente e portata in un altro luogo, è la stessa, privata forse dei valori ambientali oggettivi: temperatura, ossigenazione, freschezza.
Se invece andiamo presso la stessa sorgente, preleviamo un campione di quell'acqua così buona e ne studiamo la composizione chimica per poterla riprodurre e la ricomponiamo in laboratorio secondo quella formula chimica, che acqua possiamo dire di aver ottenuto? Dal punto di vista dei rapporti chimici abbiamo ottenuto la stessa acqua della sorgente. Ma si può parlare di analogia fra le due acque? Cioè si può parlare di relazione e affinità fra esse?
Il nostro procedimento nel secondo caso è stato quello di aver preso l'acqua alla sorgente, averla scomposta nei suoi elementi primari e averla poi ricomposta come un'addizione numerica, per ottenere un'acqua sempre uguale a se stessa, batteriologicamente pura e dal sapore standard.
Se ci pensiamo è la stessa differenza che passa fra l'analogico (la registrazione è diretta e meccanica: ciò che il microfono sente viene inciso sul disco) e il digitale (i suoni vengono scomposti in fattori numerici e ricomposti in un disco sul quali sono riportati i suoni con rapporti digitali).
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